Prevenzione nella pedodonzia

Prevenzione nella pedodonzia

Denti e bambini, l’importanza della prevenzione in pedodonzia

Prendersi cura dei propri denti è una cosa che si impara fin da piccoli. Igiene orale precoce, fluoroprofilassi e sigillature sono i pilastri della prevenzione in pedodonzia. Ma la salute del sorriso dei bambini dipende da molteplici fattori, come la genetica, la salute della mamma in gravidanza, l’alimentazione e lo sviluppo dei denti da latte.

Imparare a prendersi cura dei propri denti è molto importante ma anche molto difficile. Per questo è importante iniziare presto, fin da bambini. Educare i figli all’igiene orale è un compito fondamentale che ogni mamma e ogni papà devono assumersi.

Saper usare bene spazzolino e dentifricio, però, non è sufficiente per avere un sorriso in salute. Ci sono tanti fattori che incidono sul formarsi di carie e altre patologie dentali, molti dei quali iniziano ad agire già prima della nascita (in gravidanza) o nei primissimi mesi di vita (durante l’allattamento).

Nel corso della crescita, la pedodonzia, ovvero quel ramo dell’odontoiatria che si preoccupa dei denti dei bambini, considera fondamentali, ai fini della prevenzione orale, tre attività: igiene orale, fluoroprofilassi e sigillature. A questi si aggiunge un attento controllo dell’alimentazione, altro cruciale fattore di rischio.

Un approccio confermato anche dagli studi a supporto delle “Linee guida per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva”, promosse dal Ministero della Salute e consultabili a questo link.

La salute dei denti del bambino inizia dalla mamma: il ruolo di gravidanza e allattamento

Il rapporto tra madre e figlio è speciale per definizione. Questa affermazione vale anche per lo sviluppo dei denti dei bambini. Gravidanza e allattamento, infatti, sono due momenti che incidono in maniera decisiva sulla futura salute della dentatura.

La gravidanza

Durante tutto il periodo della gestazione, la salute della madre e quella del bambino sono strettamente legate. Un’unione che coinvolge anche i denti, attraverso meccanismi di trasmissione diretta.

Se la bocca della mamma, ad esempio, è popolata da batteri parodontali e cariogeni, sarà frequente l’insorgenza di batteriomie, a loro volta responsabili di processi infiammatori nel feto. Il risultato è che la flora orale del bambino può risultarne negativamente influenzata.

Come si agisce per evitare queste problematiche? Il primo obiettivo è rimuovere tutte le possibili patologie orali della madre e curarne con ancora più precisione l’igiene orale. Tutto questo andrà poi accompagnato con una dieta sana ed equilibrata, capace di tenere sotto controllo i batteri del cavo orale.

L’allattamento (e l’alimentazione)

Una volta che il bambino è nato non si può abbassare la guardia. I primi mesi di vita, così come tutti gli anni dello sviluppo, sono le basi su cui si costruisce la salute di tutta la vita, anche a livello dentale. In questa fase, un ruolo da protagonista lo ha l’alimentazione, che all’inizio assume la forma dell’allattamento.

Succhiare il latte materno ha molteplici risvolti positivi. In primo luogo, permette una corretta educazione alla postura e all’uso della lingua, con ripercussioni a cascata sulla deglutizione, sulla respirazione e sulla formazione del palato e delle mascelle. Ci sono poi tutti i vantaggi legati ai nutrienti e agli anticorpi che il latte di una mamma contiene.

Dall’allattamento si passa poi alle prime pappe e infine al cibo “da adulti”. Le “buone” abitudini, però, non vanno perse e bisogna continuare a dare un grande peso alla corretta alimentazione si si vuole garantire ai più piccoli un sorriso splendente e metterli al riparo da carie e altre patologie. I nemici principali dell’igiene orale sono gli zuccheri, che alimentano e fanno proliferare i germi patogeni del cavo orale. Questo non significa che vanno eliminati del tutto, ma bisogna gestirli al meglio e abbinare il loro consumo al lavaggio dei denti. Più nello specifico, le Linee guida del Ministero della Salute suggeriscono di evitare i carboidrati semplici fuori dai pasti principali e di eliminare le bevande zuccherine.

Pedodonzia e prevenzione della salute orale

La corretta alimentazione è sicuramente una precondizione necessaria per mantenere in salute il sorriso. Ci sono, però, anche degli interventi più specifici che possono essere messi in atto in un’ottica di prevenzione.
I “dentisti dei bambini”, cioè gli specialisti in pedodonzia, considerano centrali tre attività:

  • Igiene orale;
  • Fluoroprofilassi;
  • Sigillature

L’igiene orale

I denti dai bambini vanno lavati fin da quando iniziano a spuntare. Nei primi mesi è possibile utilizzare una garza inumidita, mentre lo spazzolino va introdotto a partire dal primo anno. La cosa più importante è abituare i piccoli a questo gesto, in modo che, crescendo, continuino a considerarlo assolutamente normale.

Una pulizia quotidiana del sorriso permette di proteggerlo dall’azione nociva della placca, la sua vera nemica. Questo diminuisce l’incidenza delle carie e di tutte le altre patologie che possono colpire denti e gengive.

La fluoroprofilassi

In una strategia di protezione della dentatura, il fluoro è un alleato fedele ed efficace. Questa sostanza, infatti, legandosi allo smalto dentale, crea una “pellicola” protettiva che inibisce l’adesione della placca. Bisogna però fare molta attenzione al dosaggio, perché un eccesso di fluoro può portare a risultati opposti e alterare la superficie dei denti.

L’assunzione di fluoro per via naturale, con la normale alimentazione, è molto difficoltosa. Capita spesso, quindi, che ci sia una carenza di questo elemento. È qui che interviene la cosiddetta fluoroprofilassi, cioè la somministrazione integrativa del fluoro, prescritta da un medico sulla base di valutazioni tecniche. Nei bambini, questa somministrazione può avvenire in due modi:

  • Attraverso l’uso di dentifrici specifici (con almeno 1000 ppm di fluoro);
  • Attraverso l’uso di gocce o pastiglie.

Le sigillature

La sigillatura è una pratica che prevede la chiusura dei solchi e delle fossette dentali, cioè gli avvallamenti e le sporgenze tipiche della morfologia di alcuni denti. Tale chiusura avviene utilizzando materiali a base di resina o cementi vetroionomerici. È un intervento praticato soprattutto sui molari, fin da quando spuntano, perché hanno una superficie occlusale molto variegata. Riempire i solchi dentali permette di proteggere dalla placca delle zone difficili da raggiungere con lo spazzolino e quindi destinate a rimanere esposte ai batteri.

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